I figli non possono essere lasciati in balia dei social. I genitori hanno l’obbligo di monitorare i bambini/ragazzi o dovranno pagare multe fino a 15 mila euro.
I social media rappresentano un pericolo per bambini e adolescenti, soggetti vulnerabili facilmente esposti ai rischi del mondo digitale. Le famiglie devono essere informate circa i danni che potrebbero causare i social.

Depressione, disturbi alimentari, cyberbullismo, disturbo del sonno, ansia, problemi psicologici, distorsione della percezione del proprio corpo, problemi alla vista, grooming online, dipendenza sono alcuni dei rischi riscontrati dai medici circa l’uso dello smartphone e dei social media. I genitori devono essere consapevoli dell’impatto che i social hanno sul benessere dell’adolescente.
La mancanza di adeguata formazione quando si consegna al bambino uno smartphone con social network annessi porta il minore in un mondo pieno di pericoli. Equivale a portarlo in una grande metropoli in cui non è mai stato e lasciarlo solo in strada senza punti di riferimento per tornare a casa. Sicuramente tanti riusciranno a trovare la strada anche se dopo un percorso pieno di insidie e dopo aver visto cose che sarebbe stato meglio non vedere quando si è ancora piccoli. E chi non dovesse trovare la strada? Ne leggiamo le notizie online o le ascoltiamo al telegiornale. Sono storie con il finale più tragico.
La sentenza che tutti i genitori devono conoscere
La sentenza numero 879 del 4 marzo del Tribunale di Brescia innesca un precedente molto significativo. Stabilisce che i genitori hanno l’obbligo di controllare i profili social dei figli minorenni, veri e falsi, soprattutto se immaturi e fragili. L’incompetenza informatica non è una scusa accettabile per non ottemperare l’obbligo così come non lo è aver unicamente richiesto la password senza poi effettuare le dovute verifiche su un’eventuale creazione di un ulteriore profilo nascosto.

Il Tribunale ha condannato la famiglie del minore a risarcire i danni causati delle attività della figlia. La ragazza con lieve ritardo intellettivo si è resa protagonista di episodi molto gravi di cyberbullismo. Sfuggendo al controllo dei genitori ha creato diversi falsi profili social e preso di mira una compagna di classe con insulti e diffusione di immagine pornografiche create con un software di fotoritocco. Ora i genitori dovranno pagare un risarcimento di 15 mila euro.
Questa non è l’unica sentenza con tale esito. Più volte è stata ribadita la responsabilità genitoriale nel vigilare sui figli minorenni e sulle loro azioni. A Caltanissetta il Tribunale ha richiesto l’intervento dei servizi sociali dopo aver connesso l’episodio di stalking scolastico tramite WhatsApp ad una carenza educativa da parte della famiglia dell’accusato. Un altro caso a Parma, il Tribunale ha imposto una supervisione costante dei dispositivi elettronici ai genitori sia in termini di quantità che qualità di accesso al dispositivo. Le azioni dei minori, dunque, ricadono sui familiari e la Giurisprudenza lo ha ribadito più volte.