Brutte notizie per milioni di lavoratori. Dal prossimo anno ci sarà un solo modo per evitare la Legge Fornero e non sarà nemmeno accessibile a tutti.
Brutti tempi per chi non riesce ad andare in pensione quest’anno: dal 2026 le cose potrebbero mettersi davvero male. Infatti, a quanto pare, non solo la Legge Fornero non verrà abolita ma molto probabilmente per evitarla ci sarà un solo modo. Un modo che, tra l’altro, non sarà nemmeno accessibile a tutti.

Ma come mai la Legge Fornero non verrà superata nemmeno questa volta? La ragione è più semplice che mai: mancano i soldi necessari per fare questo passo e farlo ora potrebbe significare il suicidio dell’Inps. Abolire ora la Fornero, in un momento storico caratterizzato da crollo delle nascite, emigrazione dei giovani all’estero e allungamento della vita media, comporterebbe uno squilibrio insostenibile tra persone che lavorano e persone in pensione.
Dunque anche nel 2026, per lasciare l’ufficio o la fabbrica dovremo attendere di aver spento almeno 67 candeline sulla nostra torta di compleanno ma la notizia peggiore non è questa. Il vero dramma è che verrà data una netta sforbiciata alle misure di pensione anticipata: resterà una sola via “di fuga” ma non tutti potranno percorrere tale strada.
Pensioni 2026: l’unica alternativa alla Fornero sarà questa
Perdete ogni speranza voi che credevate di riuscire ad accedere alla pensione prima dei 67 anni: dal 2026 le cose potrebbero mettersi davvero male pei i lavoratori. La Legge Fornero non verrà cancellata ma, in compenso, molte misure di pensione anticipata potrebbero venire eliminate.

Si discute da mesi di cancellare con un colpo di spugna la Legge Fornero. Invece a sparire dalla scena potrebbero essere Quota 103 e Opzione Donna. La prima, in particolare, è una misura particolarmente vantaggiosa in quanto, a differenza di Opzione Donna ma anche di Ape sociale e di Quota 41, può essere fruita da tutti a prescindere dalla categoria lavorativa.
Abolita Quota 103, dunque, come si potrà evitare la Fornero se non si ha nessuna invalidità, non si è disoccupati e non si è nemmeno addetti a lavori usuranti? L’unica strada percorribile potrebbe diventare la pensione anticipata contributiva la quale consente di uscire dal lavoro a 64 anni con solo 20 anni di contributi. Ma c’è un problema: essa si rivolge solo a coloro che non hanno nemmeno un contributo antecedente al 1996.
Non solo: c’è un secondo ostacolo. Possono beneficiare della pensione anticipata contributiva i lavoratori che hanno raggiunto un assegno pari almeno a:
- 3 volte l’importo dell’assegno sociale nel caso di uomini o donne senza figli;
- 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale nel caso di donne con un figlio;
- 2,6 volte l’importo dell’assegno sociale nel caso di lavoratrici con minimo due figli.
E chi non raggiunge tali soglie? Potrà sfruttare la previdenza privata complementare anche se, in tal caso, gli anni di contributi necessari non saranno più 20 ma 25. Pertanto dal prossimo anno chi non soddisfa questi requisiti potrebbe non avere altra scelta se non quella di continuare a lavorare fino a 67 anni.





